Sunday, 02 August 2020 13:14

Clausole di trascinamento

Written by
Rate this item
(0 votes)

E’ oramai diffuso l’inserimento, all’interno dello statuto ovvero dei patti parasociali, di apposite clausole “di trascinamento”, di origine anglosassone e tese, sostanzialmente, a consolidare l’unitarietà del gruppo corporativo nei rapporti con terzi acquirenti, limitando la circolazione delle partecipazioni al capitale sociale.

A seconda della collocazione di dette clausole, ovviamente, differenti sono le conseguenze: ove previste negli Statuti, la loro efficacia reale consentirebbe l’esperimento di azioni in forma specifica, mentre in caso d’inserimento all’interno delle intese parasociali, la mera efficacia obbligatoria loro attribuita legittimerebbe unicamente azioni tipo risarcitorio nei confronti dell’inadempiente.

Le principali clausole di trascinamento.

Drag along. Volta ad evitare ostruzionismi della minoranza, tale clausola rappresenta il c.d. diritto al trascinamento ed attribuisce al socio di maggioranza il diritto di “includere” nell’operazione di cessione delle proprie quote / azioni, in tutto od in parte anche le quote / azioni detenute dai soci di minoranza, potendo il medesimo vendere ed obbligare a vendere alle medesime condizioni giuridico - economiche. La minoranza, dunque, rimane soggetta all’altrui decisione ed obbligata a vendere la propria partecipazione, a fronte della volontà di alienazione “congiunta” espressa dal socio di maggioranza. Il terzo acquirente acquisisce, per effetto di detta clausola, l’intero capitale sociale o una partecipazione più solida rispetto a quella rappresentata dalla sola partecipazione del socio di maggioranza.

Bring along. Tale clausola attribuisce al terzo acquirente il diritto (potestativo) di decidere se acquisire, unitamente alla partecipazione del socio di maggioranza, anche le partecipazioni di minoranza, trascinandole nell’operazione societaria; anche in forza di detta previsione negoziale, la minoranza rimane soggetta all’altrui decisione ed obbligata a vendere alle medesime condizioni giuridico - economiche.

Tag along (diritto di co-vendita o di seguito). Tale clausola prevede, di norma, a favore del socio di minoranza il diritto di seguito sul disinvestimento del socio di maggioranza, alle medesime condizioni di vendita pattuite tra quest’ultimo ed il terzo potenziale investitore. In capo al socio di maggioranza sorge, dunque, uno specifico obbligo di procurare un’offerta di acquisto, alle medesime condizioni, in favore del socio di minoranza che potrà decidere se alienare o meno le sue partecipazioni.

Quanto ai limiti entro i quali le clausole di co-vendita possano considerarsi legittime, si ritiene comunemente che gli stessi si possano rinvenire nel rispetto del principio di equa valorizzazione della partecipazione sociale, posto che il forzato venir meno della qualità di socio dovrà essere sempre compensato con il riconoscimento di un giusto corrispettivo della partecipazione alienata (corrispondente, quantomeno, al valore che verrebbe liquidato in caso di recesso del socio).

Data la particolarità delle clausole in esame, sono sorti interrogativi in merito ai quorum deliberativi necessari (se a maggioranza o all’unanimità) al loro inserimento nello Statuto sociale in epoca successiva alla costituzione della società. Al riguardo, in giurisprudenza si propende per l’unanimità dei consensi, quantomeno con riferimento alle clausole bring along e drag along, posto che entrambe fanno sorgere l’obbligo di cessione da parte dei soci di minoranza senza facoltà di scelta, (cfr. Trib. Milano, 24.03.2011; così anche, Com. Int. Consigli Notarili delle Tre Venezie, massima n. H.I.19). Quanto alla clausola tag along, si ritiene, invece, sufficiente una deliberazione a maggioranza qualificata, in virtù del fatto che ai soci di minoranza viene comunque attribuita l’opzione di scelta in merito al potere di disporre delle proprie quote sociali.

Read 61 times Last modified on Sunday, 02 August 2020 13:17

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.